AGGIORNAMENTO del 24.06.2019

Uno studio condotto in Israele, riguardante l'uso di Cannabis nel trattamento del dolore fibromialgico, è stato pubblicato questo mese sul Journal of Clinical Medicine. Sono stati osservati 367 pazienti con diagnosi di fibromialgia, che hanno assunto la Cannabis sotto controllo medico per un periodo di sei mesi. Il risultato è stato quasi un dimezzamento dell' entità del dolore percepito. Inoltre il 22% dei pazienti ha ridotto e/o sospeso l'utilizzo di oppioidi, ed il 20% ha ridotto l'assunzione di benzodiazepine. Gli effetti collaterali sono stati modesti. Pertanto gli Autori ne raccomandano l'uso nei pazienti che non rispondono ad altre terapie. La cosa interessante è che questi risultati sono una conferma di altri due studi: uno del 2016 di ricercatori tedeschi, il secondo del 2011 eseguito da ricercatori spagnoli.


INTRODUZIONE

  • La fibromialgia è solo una parola, un etichetta medica. In realtà è il nuovo disturbo somatico dei sintomi definito SSD, precedentemente noto come "disturbo di somatizzazione" o " disturbo somatoforme ", nello specifico è un presunto malfunzionamento cerebrale e del sistema nervoso periferico, che causa uno o più sintomi corporei, incluso il dolore. E' per questo che si definisce come una Sindrome, ovvero un insieme di sintomi senza causa comune organica e senza riscontro nei test clinici, anche i più sofisticati.I sintomi possono non essere riconducibili a cause fisiche, incluse condizioni mediche generali, altre malattie mentali o abuso di sostanze . Ma a prescindere, causano livelli di disagio eccessivi e sproporzionati, il paziente che ne viene colpito soffre tremendamente e quotidianamente. I sintomi possono coinvolgere uno o più diversi organi e sistemi corporei, come ad esempio:
    Dolore
    Problemi neurologici
    Disturbi gastrointestinali
    Sintomi sessuali
  • E' un disturbo del dolore cronico complesso che causa un dolore diffuso e una iper-sensibilità al tatto che possono verificarsi in tutto il corpo o migrare spostandosi in varie parti del corpo stesso. Insieme ad altri sintomi, il dolore e la iper-sensibilità si accentuano nel tempo. La fibromialgia (FM) colpisce le persone fisicamente, mentalmente e socialmente. Circa 10 milioni di americani (2-4%) hanno FM con un rapporto di circa 8 a 2, donne rispetto agli uomini. Si verifica nelle persone di tutte le età, compresi i bambini. La traduzione letterale della parola fibromialgia è dolore nei muscoli, legamenti e tendini. Ma FM è molto più che dolore e si presenta con molti altri sintomi che variano da persona a persona.  I colleghi medici fanno diagnosi di FM basandosi su una combinazione di sintomi rilevanti o su come si sente la persona, inclusi affaticamento, sensibilità, funzionalità e benessere generale. Possono essere necessari test di laboratorio per escludere o diagnosticare condizioni coesistenti (cioè lupus, resistenza dell'ormone tiroideo, artrite reumatoide). Vanno inoltre escluse altre patologie che mimano la sindrome fibromialgica: Endocrino-metaboliche (ipotiroidismo-iperparatiroidismo), Neurologiche (radicolopatie, nevralgie, neuropatie dolorose), Infettive (Virus C, Borelliosi di Lyme legata a una Borellia trasmessa dalla puntura di una zecca).
    I sintomi della fibromialgia possono variare di intensità. Affaticamento, disturbi del sonno (apnea del sonno e / o risveglio non rigenerato), difficoltà cognitive (problemi di memoria o pensieri non chiari) e rigidità sono i sintomi più diffusi segnalati. Ulteriori sintomi comuni possono includere depressione o ansia, emicrania, mal di testa da tensione, dolore pelvico, vescica irritabile o iperattiva, sindrome dell'intestino irritabile (IBS), ATM (incluso l'acufene) e malattia da reflusso gastrointestinale (GERD). Lo stress spesso peggiora i problemi e i sintomi correlati.
  • Non esiste una cura farmacologica specifica per la fibromialgia. Spesso sono raccomandati approcci multidisciplinari per la gestione e la risoluzione dei sintomi. Farmaci, terapie cognitive comportamentali e ginnastica dolce sono le combinazioni più comuni. In collaborazione con un operatore sanitario, lo sviluppo di strategie di autogestione e obiettivi di salute a lungo termine può ridurre i sintomi cronici e la frequenza, la durata e l'intensità dei riacutizzazioni periodiche (rapido aumento dei sintomi). Le attitudini culturali e la stigmatizzazione delle persone con problemi di dolore cronico spesso inducono le persone con fibromialgia a ritirarsi da familiari e amici. L'isolamento e la sensazione di essere da soli a gestire la fibromialgia possono contribuire alla depressione.

    Cos'è la Fibro Fog? I pazienti mi dicono che è come assumere farmaci per il raffreddore tutti i giorni. In pratica avvertono: 
    perdita di memoria a breve termine 
    smarrimento di oggetti 
    diventano facilmente distratti 
    difficoltà nel portare avanti le conversazioni 
    incapacità di ricordare nuove informazioni

     

    SPIEGAZIONE APPROFONDITA

    All'inizio del mio cammino di conoscenza della fibromialgia non avevo alcun pregiudizio: per me era una malattia come tante altre. 
    Di conseguenza iniziai ad approcciare i pazienti nel classico modo: eziologia (causa), fisiopatologia (come dalla causa si sviluppa la malattia) e ricerca della cura. 
    Zero risultati positivi. 
    Poi con gli anni ho compreso il problema: un potente AUTOINGANNO fa credere alla persona colpita da fibromialgia, che c’è una causa esterna (virus, infezione di qualche tipo etc). 
    Ma nonostante mille ricerche con attrezzature sofisticate, i colleghi (per lo più americani) ed il sottoscritto non hanno trovato questa causa. 
    Poi ho cambiato approccio al problema, e finalmente sono arrivate le guarigioni, sempre più numerose (su migliaia di casi). 
    Il mio vantaggio nella ricerca della soluzione è stato quello di non essere al servizio di nessuno, a parte il paziente. 
    L’errore che ho evitato è stato quello di non confondere la causa con l’effetto. 
    Questo è un errore intrinseco al metodo scientifico: il metodo è per il momento il migliore che l’uomo ha messo in piedi. Il problema è che l’utilizzo dipende da chi lo applica. Se non si ha una mente aperta, con la scienza ci fai poco. 
    Ritengo utile approfondire il concetto sull’autoinganno del paziente fibromialgico da me affrontato più volte negli anni. 
    Questo autoinganno ha una duplice matrice: da un lato il paziente vive in una società dove il disagio personale è considerato una vergogna, una debolezza del singolo, ritenuto incapace o non motivato ad adeguarsi allo stile di vita allucinante a cui siamo costretti dai modelli culturali imperanti. Il ciclo lo conoscete bene: produci -> consuma ->produci di più -> consuma di più. Tutto all’infinito come nella famosa ruota del criceto. 
    Dall’altro lato l’informazione distorta (gestita dalle aziende farmaceutiche) che non riguarda solo i consumatori, ma soprattutto la classe medica, a cui vengono fornite “verità” e “certezze” taroccate. E’ come se in un processo, il giudice, l’accusatore ed il difensore sono la stessa persona. 
    Immaginate quindi quali possibilità ha il fibromialgico di farsi un idea corretta della sua condizione: penserà e sarà convinto di quello che più fa comodo in base ai due concetti che ho esposto sopra ( autoinganno ed informazione pilotata). 
    Prendete ad esempio alcuni interventi di fibromialgici sulla nostra pagina Facebook Fibromialgia a Roma . Si focalizzano tutti su affermazioni assurde (es. la fibromialgia è una malattia autoimmune) oppure sui rimedi per ridurre la sintomatologia. 
    Assistiamo pertanto al paradosso seguente: oltre al danno coesiste anche la beffa: il paziente si trasforma, senza alcuna base culturale, in un “ricercatore medico” , e si convince di essere nel giusto. E si accanisce facendo ricerche su internet. Senza sapere che su internet ci sono solo alcune informazioni sulle malattie, che non sono sufficienti a trasformare il lettore in un medico. Ma poi chi è che controlla la correttezzal’informazione su internet ? 
    HO LA FIBROMIALGIA? 
    Questo è il quesito fondamentale che la persona si pone (oppure i suoi parenti per lui). 
    La diagnosi in realtà la fa il malato spiegando i suoi sintomi: dolori che si spostano, che magari riguardano solo una metà del corpo, stanchezza, sonno disturbato e non ristoratore, problemi di colite, disturbi della sensibilità e di concentrazione mentale. 
    Tender points: è la pippa medica classica. Non significano nulla. Se vado in strada e fermo 100 persone, almeno il 15 percento ha punti del corpo dolenti alla pressione.

    Il compito del medico è escludere: problemi alla tiroide, artrite reumatoide e lupus. Personalmente richiedo anche il dosaggio anticorpi per Citomegalovirus e della Mononucleosi. 
    Attenzione a non trascurare l’ipotesi che il paziente inconsciamente, stia “imitando” i fibromialgici vista la pubblicità che circola sul web e sui giornali. Comunque almeno il 50 percento dei fibromialgici non lo sono: hanno una diagnosi di comodo che permette di tranquillizzarli almeno da questo punto di vista (non so cosa mi succede e che malattia ho). Causa biologica: malfunzionamento dei circuiti neurali del Sistema Limbico ed interessamento della Glia (per comprendere meglio ricercare su Internet il significato di questa affermazione).

    Cura: è possibile in 3 casi su 4 risistemare questi circuiti nervosi alterati, in modo da arrestare i sintomi Metodo di cura: si associano al massimo duei farmaci alla terapia laser, altrimenti risulta impossibile curare la malattia. Perchè di vera malattia si tratta !C

    Perchè alcuni non guariscono mai ? : perchè la Fibromialgia è anche un meccanismo di difesa mantenuto dalla selezione naturale durante l'evoluzione millenaria della specie. Pertanto alcune persone non possono farne a meno, pena l'insorgenza danni maggiori all'equilibrio psico-fisico.

    Con il mio staff abbiamo visitato migliaia di persone in varie nazioni, provato tutte le combinazioni di farmaci ed integratori, utilizzato svariate metodiche (ipnosi, neuromodulatori, laser ed altre terapie fisiche) e nel tempo i risultati ottenuti sono molto buoni, specialmente se paragonati a quelli dei vari Centri sia nazionali che internazionali, questo senza far ricorso agli oppiacei. Ma serve che il paziente sia seguito. Esempio negativo: una visita nelle strutture dura 1/4 d’ora….Praticamente una presa in giro. Tecnicamente per avere risultati buoni, bisogna essere esperti nel ruotare e scegliere i farmaci, ma anche conoscere la psicodinamica, ovvero essere esperti in tutte le componenti della persona. In pratica a fare la differenza in positivo sono le seguenti doti: flessibilità, disponibilità, sensibilità e competenza del medico. Non basta e quindi non serve compilare una ricetta basandosi su linee guida come in altre patologie. Per la fibromialgia non c’è alcun protocollo standardizzato efficace. E nemmeno si può parlare di guarigione ma di remissione dei sintomi. Ad ottenere la remissione ci siamo riusciti tantissime volte proprio grazie all’approccio globale alla persona. Ricordate che un approccio del genere nulla ha a che vedere con l’invio a diversi specialisti. In alcuni casi è utile, ma in massima parte il medico che ha in cura il fibromialgico deve essere in grado di padroneggiare un elevato numero di specializzazioni e situazioni cliniche.

    Cosa trovate su internet: una marea di articoli basati sul copia/incolla di contenuti semplicemente ridicoli: dai consigli della nonna alle spiegazioni sofisticate di neuro-chimica, passando dalla fisioterapia all’ortopedia, dalla naturopatia alle cure termali, dalla terapia iperbarica alle erbe miracolose. Se non fosse che parliamo di una malattia invalidante, verrebbe da pensare ad una congrega di ciarlatani che fanno a chi la spara più grossa.

    Premettiamo che a molti questo concetto non piacerà: la fibromialgia nasce e si mantiene da un dolore nell’animo della persona. L’animo o anima è un termine che crea fraintendimenti: si tende ad identificarla con il termine religioso, invece è quell’essenza che ci rende unici e diversi dagli altri: il nostro DNA, lo stile di attaccamento ed il nostro vissuto. Giocano un ruolo nel come siamo e funzioniamo: le esperienze, l’insegnamento ricevuto ed il contesto in cui siamo vissuti. Tutto questo determina il nostro modo di pensare (desideri, speranze, affetti, etc.). In una sola parola: l’ambiente esterno alla nostra persona.

    Nella fibromialgia viene fatto credere che non si conosce la causa della sindrome, e questa asserzione è poi accettata da tutti i pazienti. In pratica si sostiene che un presunto difetto, un guasto chimico-neurologico-genetico non ancora identificato, determini questa sofferenza. Ma come fa un difetto organico a determinare così tanti sintomi? Non è un problema di diagnosi o di farmaci che non ci sono, si tratta di una sofferenza che la persona cerca di combattere da sola e non riuscendoci si appoggia a quanto trova scritto su dottor Google. Google non è intelligente, è solo utile nelle cose pratiche. Non produce cultura ma vende solo quello che il marketing decide per tutti. Fateci caso, i giganti economici sono tutti venditori di cose o servizi. La vita attuale è basata proprio sul possedere-consumare cose da mostrare, tutto per essere come gli altri e magari i migliori. Questo è il messaggio costantemente diffuso e chi non riesce a stare al passo è in uno stato di tensione continua. E’ questo stato di tensione costanteche ad un certo punto diventa causa di malfunzionamenti. Dal punto di vista evolutivo non siamo ancora pronti a reggere uno stato di corsa continua ed il nostro cervello le prova tutte. Osservando i pazienti una cosa emerge senza alcun dubbio: sono tutte persone “in trappola” , nel senso che vivono situazioni ambientali (famiglia, lavoro, stile di vita) alle quali non riescono ad adattarsi ma dalle quali non riescono a sottrarsi per via del modello sociale dominante. Siamo tutti, chi più chi meno, nella stessa situazione. Le richieste date dai modelli sociali attuali sono eccessive, quindi o ti fai una malattia, magari “strana” come la fibromialgia, o ricorri al doping da sostanze e dipendenze varie. Così tiri avanti. Questi comportamenti sono in netta crescita e non c’è risposta medica che tenga di fronte alle scorciatoie proposte: sussidi previdenziali all’ “italiana”, alcol e sostanze dopanti. Tutti dobbiamo essere “smart” altrimenti sei un perdente. La metà dei medici intervistati inoltre, non considera la fibromialgia come una malattia. Perchè nel concetto moderno di malattia ci si riferisce a qualcosa che è possibile vedere, toccare, che è determinato da una o più cause anch’esse tangibili, misurabili (pensate alle analisi di ogni tipo).

    RELAZIONE TRA STRESS, SISTEMA IMMUNITARIO, SISTEMA NERVOSO, INTESTINO E DISTURBI, INCLUSA LA FIBROMIALGIA

    Una buona parte dei sintomi della fibromialgia è correlata al metabolismo, in particolare alla relazione tra zuccheri, grassi, virus ed intestino.
    Facciamo un pò di chiarezza. Partiamo dal comportamento di un virus che ha contratto il 90 percento della popolazione: il virus EBV, quello della mononucleosi. Un virus di per sé abbastanza “tranquillo” ma che ha un vizietto, quello di nascondersi nell’organismo (specialmente nei linfociti, nel fegato e nella tiroide) dove rimane silente per decenni. Però se la persona attraversa uno stress acuto non isolato (tipo un lutto) ed è contemporaneamente sotto stress cronico, il virus diventa “cattivo” e va a colonizzare il sistema nervoso dando luogo a vari sintomi che non è possibile spiegare in alcun modo. Anche se fate un’analisi sullo stato delle immunoglobuline specifiche per questo virus, NON viene rilevato nulla di anomalo. In realtà sono i sistemi e le tecnologie attuali che non sono in grado di misurare realmente l’attività del virus EBV. Questo virus ha vari gradi di espressione, cioè in soldoni può essere sia ininfluente sino a diventare estremamente aggressivo. Quando è aggressivo attacca il suddetto sistema nervoso, sia indebolisce il sistema immunitario. Se considerate che lo stress cronico già di suo indebolisce il sistema immunitario, potete immaginare quanto devastante risulti l’attività del virus EBV.
    Certo l’essere umano ha molti meccanismi innati ed acquisiti per combattere virus-batteri e parassiti, ma ripeto, sotto stress cronico la compensazione diventa inadeguata. Col procedere dell’evoluzione della specie e delle tecnologie inventate dall’uomo ci troviamo di fronte ad una pseudo-evoluzione che potremmo definire artificiale. Ricorderete la famosa pubblicità al Cynar con Ernesto Calindri (i più giovani non l’hanno vista in tv). In quella pubblicità c’era molto di vero e lo stress all’epoca termine non di uso comune, veniva chiamato “logorio della vita moderna”. Il Cynar funzionava perchè conteneva la CINNARIZINA, che si è poi dimostrata molto utile nelle malattie del fegato.
    Ci stiamo avvicinando a quanto oggi sappiamo.
    Specifico che il virus EBV se ne sta nei linfociti ed alloggia negli organi.Con questo suo comportamento non lo si individua ma lui agisce come un sabotatore dell’assorbimento intestinale e del metabolismo.
    METABOLISMO: alterazioni più spesso coinvolgono zuccheri e grassi.
    Gli zuccheri come sappiamo sono essenziali al cervello ed insieme ai grassi ed all’ossigeno garantiscono nutrimento alle cellule nervose ed ENERGIA all’organismo. Avrete notato da voi stessi che quando si hanno cali di energia l’organismo vi spinge a consumare più zuccheri. Questa iper-alimentazione di zuccheri unita al fatto che per sfamare 7 miliardi di persone il cibo è arricchito di conservanti, fa peggiorare la situazione.
    L’INSULINA che è l’ormone che mantiene stabile la glicemia man mano diventa inefficace a svolgere il suo ruolo di stabilizzatore della glicemia per cui il sistema va in tilt. Potete così capire perchè le diete prevedono bassi o nulli costituenti alimentari (cibi) che aumentano la glicemia.
    Vi ricordo che gli zuccheri sono il fornitore di energia di più rapido utilizzo da parte dell’organismo.
    Ritornando all’INSULINA, scopriamo che il suo inefficace funzionamento per l’eccesso di zuccheri sommato allo stress cronico, fa si che il metabolismo dei grassi si sbilanci anch’esso. Mentre riserve di grasso nell’adipe creano solo problemi estetici, le riserve di zuccheri in massima parte si localizzano nel fegato, inceppandolo per eccessivo carico di lavoro che lo stoccaggio comporta.
    In tutta la dinamica appena spiegata, gli attori principali sono: virus, stress cronico, stile di vita e stile alimentare, metabolismo di zuccheri e grassi, sistema nervoso ed immunitario, ed intestino (perchè tutta l’alimentazione passa da lui).
    NB: i sintomi dello squilibrio metabolico descritto sono in massima parte quelli della fibromialgia.
    Il DIRETTORE D’ORCHESTRA di tutto è l’ormone GH. Ed io iniziai i nostri studi sulla fibromialgia proprio dal GH. Ricerca sulla fibromialgia (confronto tra noi e gli altri):

    -> Ricerca Noi: dopo un lunghissimo percorso iniziato nel 1999 siamo giunti ad un punto di svolta decisivo: abbiamo identificato due aree cerebrali , che svolgono un ruolo chiave nello sviluppo e mantenimento della sindrome. Ciò è stato possibile grazie all’uso di 3 tecniche di neuroimaging associate: la Magnetoencefalografia (MEG), Risonanza Magnetica Funzionale e la Spettroscopia all’infrarosso (NIRSI). Abbiamo rilevato che trattando queste due aree con un particolare laser viene ridotta di molto la sintomatologia dolorosa. Contestualmente si è proceduto ad associare trattamenti di tipo cognitivo-comportamentale per sviluppare la consapevolezza di sé nel paziente. Il rapporto tra mente e fibromialgia è strettissimo. Il potere della mente è un fattore reale nella percezione del dolore. Ad esempio, gli studi hanno dimostrato che l’ansia che si verifica in previsione del dolore è spesso più problematica rispetto all’esperienza del dolore stesso. In questo senso, la mente ha un impatto negativo sui sintomi. E l’ambiente familiare e lavorativo hanno un ruolo preminente nella formazione dei preconcetti delle persone. Una prova evidente è l’abbassamento del dolore percepito se si fa respirare profondamente il paziente : questa è una prova certa in quanto è lui stesso che riferisce il miglioramento. Questo ci ha fatto propendere per abbinare un supporto psicologico ai trattamenti farmacologici e tramite laser. Se ci si sente meglio si continua a sentire meno il dolore. Ma non trascuriamo gli altri sintomi. Infatti le prime cose che facciamo sono migliorare il sonno e la funzionalità intestinale.
    -> Ricerca Gli altri: il commento sulle ricerche condotte lo esprime Fred Wolfe, il massimo esperto di fibromialgia al mondo, con i numeri che riporta:
    Voci e numero totale di articoli scientifici pubblicati sino al 2017:
    fibromyalgia symptoms : 6669 articoli
    fibromyalgia diagnosis: 5547 articoli
    fibromyalgia cause: 461 articoli
    fibromyalgia therapy: 4636 articoli
    fibromyalgia treatment: 5416 articoli
    fibromyalgia comorbidity: 608 articoli
    fibromyalgia therapy clinical trial:808 articoli
    Dall’esame di queste ricerche si evince:

    Studi che indicano la certa modalità di diagnosi: nessuno

    Studi che indicano un trattamento efficace: nessuno

    Studi che indicano certezza dell’eziologia e delle cause: nessuno

    Incidenza: circa duecentomila italiani soffrono di fibromialgia (come risulta all’industria farmaceutica che monitora tutte le patologie tramite le moderne analisi di mercato e decide dove e quanto investire). I giornali parlano di ben 2 milioni. Noi che la seguiamo da oltre 15 anni siamo molto scettici e non ci sbilanciamo nelle stime. Considerando però l’elevato numero di sintomi che sono comuni a varie patologie, allora il numero di persone ipoteticamente diagnosticabili come fibromialgici sale di molto. La non certezza diagnostica fa si che la sindrome diventi un contenitore dei più svariati disturbi e disagi.
    Sintomi: dolore fisso e migrante, stanchezza, rigidità mattutina, disturbi del sonno, mal di testa, colite, formicolii, fascicolazioni, acufeni, urgenza ad urinare, vulvodinia, disturbi cognitivi(concentrazione, attenzione, memoria), allergie, disturbi del ciclo mestruale, ansia, crampi notturni, vertigini, secchezza agli occhi, visione offuscata, ipersensibilità a odori-luce-rumori-caldo- freddo, metereopatia, brividi improvvisi, vampate di calore.
    Diagnosi: tutti sintomi della fibromialgia sono non specifici: cioè potrebbero essere i sintomi di praticamente qualsiasi cosa, o nulla. Ad esempio Il mal di testa è il singolo disturbo del dolore più comune, ma spesso non ha una causa specifica e tutte le malattie causano affaticamento. E il dolore è la risposta più basilare alle avversità biologiche che ci sia. Qualsiasi persona che passi per strada è depressa, ansiosa, insonne o tutte le precedenti. È quasi come se i sintomi della fibromialgia siano una lista delle più comuni sofferenze dell’umanità. È solo quando si presentano insieme – in modo forte e implacabile – che una diagnosi di fibromialgia può essere presa sul serio. È importante tenere a mente che la fibromialgia è in realtà solo un modello comune di sintomi inspiegabili, probabilmente il più comune. Quello che la distingue è l’andamento nel tempo dei sintomi: estrema variabilità per intensità e localizzazione.
    Esami diagnostici: al momento non esistono test o analisi per fare diagnosi con certezza (a parte i folkloristici tentativi che trovate su internet). Per cui viene fatta per esclusione. E questo è un grosso problema perchè: come si fa a stabilire con certezza chi è realmente fibromialgico ? 
    Patologie da escludere: ipotiroidismo, apnea notturna, artrite reumatoide e lupus.
    Farmaci: usiamo vari farmaci associati e ruotati a seconda della risposta del paziente. Nessuno di questi preparati è dell’area reumatologica. Escludiamo qualsiasi utilità degli oppiacei e della marijuana.
    l’ipnosi è un formidabile aiuto ma non può essere effettuata da una figura diversa dal medico che il paziente conosce, ed in cui ripone fiducia. Se eseguita con un “estraneo” i risultati non sono così buoni. Noi la usiamo con i pazienti che la accettano e necessitano di questo strumento. Secondo la definizione della IASP (International Association for the Study of Pain - 1986): il dolore è un'esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno. 
    Il dolore è fisiologico, un sintomo vitale/esistenziale, un sistema di difesa, quando rappresenta un segnale d'allarme per una lesione tissutale, essenziale per evitare un danno. 
    Diventa patologico quando si automantiene, perdendo il significato iniziale e diventando a sua volta una malattia (sindrome dolorosa). (Mannion & Woolf, The Clinical Journal of Pain, 2000).

    Il Dolore nella Fibromialgia

    Tutti i modelli che descrivono le vie dolorifiche si rifanno allo stesso schema, che non contempla il Dolore Emotivo. Noi riteniamo che lo schema corretto sia questo raffigurato nell'immagine soprastante. Il fatto che agendo con il laser sulle aree cerebrali che governano le emozioni sia possibile far cessare il dolore ci conferma che il meccanismo da noi ipotizzato sia corretto e maggiormente esplicativo del dolore fibromialgico. Per facilitare la comprensione al lettore, abbiamo denominato come stimolo dolorifico interno quello su base emozionale. Mentre in tutti gli altri casi viene chiamato stimolo dolorifico esterno. L'immagine sottostante invece, vi da un idea di come funziona il circolo vizioso stress-dolore-stanchezza e quindi FIBROMIALGIA ( o sindrome da fatica cronica, detta CFS, che in pratica è la stessa condizione ma portata all'estremo, cioè al blocco totale delle normali funzioni sociali, in quanto l'individuo si è definitivamente arreso ed accetta la quasi totale esclusione dalla vita di relazione, rifuggendo in quella virtuale fornita dai media come televisione, computer, internet). E' importante far notare come tale interpretazione è ben accetta dai fibromialgici, ma rifiutata da coloro che sono affetti da CFS che non riconoscono per nulla le cause che li hanno portati alla loro condizione. Costoro si autoreferenziano e cercano in tutti i modi di addossare le responsabilità della genesi della loro condizione (che non è soltanto la stanchezza) a Virus conosciuti o sconosciuti, batteri, parassiti etc. Come potete vedere , nel dolore cronico è sempre presente un circolo vizioso che rinforza la genesi e l'espressione del dolore. Si tratta sempre di problemi legati alla incapacità di adattarsi al cambiamento, la qual cosa è la caratteristica più tipica dei fibromialgici. I problemi che mantengono il circolo vizioso sono gli stessi che affrontano le persone comuni nella vita di tutti i giorni: preoccupazione per la propria salute, per lo status economico, le relazioni sociali ed inter-familiari, la ricerca ed il mantenimento del posto di lavoro etc etc. Ma allora perchè si sviluppa la fibromialgia se i problemi sono gli stessi? Perchè TUTTI prima o poi sviluppiamo una malattia organica e/o psichica se non riusciamo a contrastare le difficoltà quotidiane. Questa è la regola base della selezione naturale: sopravvivere e riprodursi. C'è chi diventa iperteso, chi sviluppa una patologia autoimmune, chi soffre di colite, chi si ammala di una patologia importante come il tumore. Insomma la scelta (paradossalmente) non manca. Ma la fibromialgia è una "malattia" tipicamente femminile, con tutto quello che questo significa sul piano antropologico, sociologico e storico. Da sempre le donne vivono una condizione di inferiorità sociale. Solo negli ultimi 50 anni le cose sono cambiate, ma che volete che siano 50 anni in confronto a 40 mila anni (da quando esiste l'umanità sulla Terra). I meccanismi genetici determinati dalla selezione naturale hanno avuto modo di radicarsi perbene in un periodo di tempo così ampio, e non si modificano in pochi decenni.

    Psico-bio sociologia del fibromialgico

    La personalità del fibromialgico è organizzata intorno al mantenimento della propria autostima tramite le conferme o al contrario, le disconferme provenienti dall'esterno.Limitandosi a diagnosticare e a curare il sintomo di un malessere fisico senza considerarne gli aspetti psichici alla base, equivale sostanzialmente a negare al paziente la possibilità di arrivare all'origine del problema, alla comprensione della vera causa; così come escludendo gli aspetti fisico-organici da un malessere psicologico si può correre il rischio di tralasciare importanti fattori in grado di influire sul decorso della malattia. Ecco dunque che il sintomo si rivela come il veicolo di un profondo messaggio di disequilibrio con la vita circostante, un messaggio vitale che include tutti gli aspetti della vita di un individuo e che occorre decifrare per ritrovare il benessere psico-fisico. Viviamo sulla superficie delle cose, conta più l'apparire che l'essere, siamo legati a modelli identificativi di massa, dove la ricerca di se stessi e della propria soggettività è sempre più rara e difficile tanto da sfociare in un individualismo malsano e pericoloso. Questo è il mondo d'oggi dove si è imposta un'idea di corpo fortemente ispirata ai "media": misure, peso, forme…sono "standard" a cui aderire per essere accettati o, al contrario, sentirsi o venir esclusi. La mente umana sembra contenere due mondi: uno affacciato sull'esterno e in contatto con la realtà attraverso i sensi. L'altro, è depositato dentro di noi, in profondità, e in rapporto diretto con un patrimonio universale di immagini. Il primo utilizza un linguaggio logico e fatto di segni, il secondo si esprime in maniera analogica e utilizza i simboli… Solo la capacità di sognare, di fiabare, di parlar per miti… è in grado di tenere in contatto e integrare queste due realtà: se manca diventa difficile trovare un ponte di passaggio tra il mondo dell'Io e quello del Sé. E quando l'immaginario si isterilisce, il mondo dei simboli sfuma lontano e le nostre radici sembrano diventare irraggiungibili. La malattia allora, sia a livello individuale che collettivo, è il risultato finale dell' individualismo sfrenato. La chiusura del singolo alla socializzazione è la causa di ogni violenza e di tante malattie organiche che si auto-generano dalla sofferenza morale che l'isolamento comporta. L'uomo è un animale sociale, ma questo non è più vero nell'era della privacy assoluta, la nuova falsa modalità per tener a bada la paura di perdere lo status sociale, il benessere economico e la voglia di distinguersi a tutti i costi attraverso l'uso ed il possesso degli oggetti di moda. Una società in cui se non appari in televisione non esisti, ed è vero solo quello che in televisione viene mostrato. La nevrosi ossessiva, ad esempio, nel suo tentativo di controllo degli istinti che per loro natura tendono alla scarica cioè a liberarsi, fornisce un buon esempio di esasperazione delle funzioni logico - razionali del pensiero.
    Il mondo della realtà viene colto dall'ossessivo solo per ciò che appare, capito senza essere vissuto, il risultato è un'irrigidimento fino alla sclerosi dei processi cognitivo razionali. Irrigidimento prima mentale e poi fisico, con la comparsa di malattie osteo-muscolari ed auto-immuni. Tutto per la paura del vivere e confrontarsi con gli altri che spinge ad alzare barriere difensive che sfociano talvolta in atti inconsulti, e nella migliore delle ipotesi in malattia fisica o mentale dell'individuo.
    La nevrosi ossessiva è dominata dall'onnipotenza del pensiero e della logica razionale; la realtà non è più pervasa da quella corrente affettiva con la quale il soggetto riempie le cose venendo a sua volta da queste colmato. Questo perchè esistono i cosiddetti "sistemi complessi" , cose o eventi non ricostruibili o rappresentabili da un modello matematico. Esempi si questi sistemi sono, oltre alla mente umana, fenomeni tipo gli tsunami, i terremoti, il cambiamento metereologico etc.
    Per il malato esisterà allora solo ciò che appare nel qui ed ora, solo ciò che sarà prevedibile e misurabile (le analisi cliniche ad esempio),quindi solo il mondo meccanico regolato dalla logica cartesiana. Invece come la fisica quantistica ci ha insegnato, 2+2 non fa sempre 4.

    Evoluzione dell'individuo e costruzione della malattia psicosomatica

    L'Ansia: forse non esiste altro argomento della psicologia clinica altrettanto importante e controverso come l'ansia. Questo stato emozionale può ricorrere in molti quadri psicopatologici.L'ansia è indubbiamente una delle reazioni umane più diffuse ma nonostante ciò non ne esiste una definizione univoca. In letteratura troviamo spesso confusione tra i termini ansia e paura usati troppo spesso come se fossero intercambiabili. In realtà la paura è alla base di tutte le risposte di ansia.Per paura si definisce una risposta emotiva (quindi un emozione) ad una minaccia o ad un pericolo ben riconoscibile . Le sue cause sono extrapsichiche, cioè esterne, reali, tangibili e facilmente individuabili.
    Studi sul condizionamento alla paura hanno dimostrato che: 
    - Si impara molto in fretta ad aver paura 
    - È molto duratura (resistenza all'estinzione e recupero spontaneo in presenza di stress); 
    - Comporta più o meno le stesse reazioni fisiche sia nei mammiferi che nei rettili. 
    Dal punto di vista fisiologico, negli esseri umani esisterebbe un vero e proprio circuito cerebrale della paura. Secondo Ledoux, uno dei più grandi studiosi del cervello umano, esisterebbe una strada "alta", corticale (più lenta e che implica consapevolezza che organizza la strategia migliore e di lungo periodo per garantirsi la sopravvivenza) ed una strada "bassa", sottocorticale (più veloce ed inconsapevole e quindi necessaria alla sopravvivenza anche negli animali dove non troviamo una coscienza strutturata come negli esseri umani). Per ansia si intende quella apprensione o spiacevole tensione data dall'intimo presagio di un pericolo imminente e di origine in gran parte sconosciuta. Ne deriva che quando si prova è sproporzionata a qualsiasi stimolo noto, alla minaccia o al pericolo che ci sovrasta realmente. Le cause dell'ansia sono quindi intrapsichiche, cioè intime e difficilmente individuabili. 
    Si può definire "normale" quell'ansia che viene affrontata con comportamenti costruttivi e protettivi, permettendo di mantenere una capacità di giudicare in maniera matura. Parliamo invece di ansia "patologica" quando l'individuo mette in atto dei tentativi meno validi di adattamento alla vita (e paradossalmente questi tentativi diventano essi stessi problematici ed invalidanti); egli ne risente in maniera tale da mancare di efficienza, tale da non saper raggiungere scopi realistici. 
    Molti autori, studiando le reazioni ansiose, hanno affermato che ogni momento di ansia si manifesta con fenomeni che sono evidenti su tre fronti:

    - Fisiologico, con sintomi che interessano l'apparato cardiocircolatorio, gastrointestinale, respiratorio, ed in generale neurovegetativo. Ad esempio aumento della pressione, tensione dei muscoli, aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria, accelerazione dei processi di memorizzazione e dell'ideazione, aumento dell'attività sensoriale.

    - Cognitivo, come la catastrofizzazione, la valutazione irrazionale della realtà, il perfezionismo,l'astrazione selettiva, l'autosvalutazione, la fissazione sulle cose che temiamo, l'inferenza arbitraria ecc.

    - Comportamentale; in questo caso l'ansia si manifesta con comportamenti di evitamento o di fuga. 
    Una menzione a parte la meritano i sempre più diffusi Attacchi di Panico, ossia la "paura della paura". 
    Gli Attacchi di Panico sono descritti come un'improvvisa manifestazione di ansia o una rapida escalation di quella solitamente presente; in particolare un episodio può essere definito come Attacco di Panico se 4 o più, fino a 13, sintomi somatici o cognitivi, aumentano progressivamente o si manifestano entro un periodo di 10 minuti. 
    Tra questi vi sono risposte fisiche quali palpitazioni, capogiri, sudorazione, sensazione di soffocamento, tremore e brividi, e sintomi cognitivi quali paura di morire, di soffocare di diventare pazzo ecc.

    Gli Attacchi di Panico (DAP) possono essere classificati anche sulla base della condizione in cui si verificano, vale a dire se sono dipendenti dalla situazione o si producono spontaneamente.
    I criteri affinché si possa parlare di DAP riguardano la presenza ricorrente e inaspettata degli attacchi seguita da un periodo di almeno un mese durante il quale l'individuo riporta frequentemente il timore di avere altri attacchi. Il modello cognitivo del panico propone che una determinata sequenza di eventi in una successione circolare conduca all'attacco di panico ed è conosciuto come il modello del circolo vizioso del panico. Gli AP sono il risultato di catastrofiche interpretazioni di eventi fisici e mentali erroneamente considerati segni di un imminente disastro quale avere un attacco cardiaco, svenire o soffocare. Ogni stimolo interno o esterno che è giudicato minaccioso produce lo stato d'ansia e i relativi sintomi somatici associati che se sono interpretati in maniera catastrofica producono un ulteriore aumento del livello di ansia intrappolando l'individuo in un circolo vizioso culminante nell'attacco di panico. 
    Una volta manifestato l'attacco di panico intervengono 3 fattori che mantengono questa situazione: 1)Attenzione selettiva riguardo alle sensazioni corporee; 
    2) Comportamenti protettivi associati alla situazione; 
    3) Evitamento;

    Un concetto da chiarire è se la fibromialgia è' oppure NON E' una malattia psicosomatica: nel momento in cui non si rileva nessuna causa a monte che spiega organicamente e biologicamente la comparsa della sindrome fibromialgica, è d'obbligo formulare l'ipotesi della somatizzazione che non è solo psicosomatica, ma anche disturbo somatoforme ed ipocondria associati tra loro. Il soggetto fa i sintomi perchè attraverso questi riesce a canalizzare sul corpo quelle problematiche psico-emotivo-esistenziali che deteminano un conflitto ingestibile a livello della sua organizzazione mentale. Cosa rende "diverso" e difficile da trattare il malato fibromialgico ?

    1. per il convincimento che gli deriva dalla adulterata informazione medico-scientifica: lo hanno convinto di avere una malattia reumatica, quando invece si tratta di un insieme di sintomi senza che ci sia una causa ne un effetto organico (danno) dimostrabili. Questo si verifica SOLTANTO nelle malattie psicosomatiche o nei disturbi somatoformi. Poi se uno si vuole aggiustare le cose e creare una nuova scienza ed una nuova medicina,liberi di farlo,oggi con internet è tutto possibile....

    2. per il vantaggio secondario sul piano delle relazioni affettive e sociali dall'essere un malato certificato, e quindi indistinguibile dagli altri malati. Potrà infatti reclamare e rivendicare tutta una serie di diritti che appartengono alla "categoria" delle persone affette da malattia

    3. potrà mantenere vincolate e sotto scacco tutte la figure affettive più strette (genitori, coniugi,amici) che non potranno prescindere dal fatto che il loro amico o parente è MALATO e quindi bisognoso d'affetto e di cure e che tutto ciò gli è dovuto per convenzione sociale

    4. l'andamento irregolare della sintomatologia viene "agganciato" a tutta una serie di fattori esterni (ad esempio il tempo, l'umidità, stress di vario genere) così come avviene nella depressione e nell'ansia generalizzata cronica

    5. invece di strutturare una personalità che si adatti e trovi una mediazione non solo per i propri convincimenti e desideri, ma ANCHE a quelli degli altri, viene costruita dal fibromialgico una personalità che trova riconoscimento e validazione solo da quelli che sono nella sua stessa situazione. Gli altri devono essere al suo servizio. Le associazioni di fibromialgici in tutto il mondo, a differenza di quelle che raccolgono altre tipologie di malati, non si attivano per raccogliere fondi per la ricerca bio-medica. La funzione esclusiva è quella di creare "il gruppo" e stabilire delle relazioni di convenienza con la classe medica, come avviene nel voto di scambio in politica. Ed ottenere il premio più ambito (si fa per dire) ovvero il RICONOSCIMENTO della condizione clinica da parte delle Autorità. Ma perchè il desiderio maggiore proprio questo ? Perchè nella loro vita quel che manca da sempre è proprio il riconoscimento da parte delle altre persone. Lo stesso avviene per i malati da stanchezza cronica. Quelli che oltre a riunirsi in Gruppi si specializzano in ricercatori medici, giornalisti, traduttori di articoli che riguardano la loro malattia. Sono obbligati a farlo dal disinteresse della classe medica, ma soprattutto dal bisogno di costruirsi un identità alternativa riconoscibile.

    6. una volta costruito il Gruppo, tutto viene riversato nei rapporti che si stabiliscono con gli altri membri. Viene creata una nuova realtà dentro quella gia esistente. Il Gruppo è un contenitore e come tale è utile per tutta una serie di funzioni: smaltire ed esternare la rabbia, la disperazione, le incomprensioni quotidiane, etc etc. Chi lavora con i pazienti fibromialgici queste cose le deve necessariamente conoscere,altrimenti viene o manipolato oppure a sua volta manipola i pazienti. Colpisce il grado di pseudo-informazione clinica e la capacità del fibromialgico nel sostenere che ci sia una causa organica alla base della sua situazione e quando viene messo alle strette reagisce sempre allo stesso modo: "non si conosce la causa ma i sintomi ci sono quindi se i medici dicono che è una malattia reumatica multifattoriale è per forza così". In questo modo spostano la responsabilità della loro situazione verso la scienza(!) medica che ancora non ha individuato la causa biologica della sindrome fibromialgica. Questo fa comodo non solo a loro stessi, ma anche ad alcuni medici i quali hanno finito per attribuire una pseudo-validità clinica ad una sindrome che di biologico non ha proprio nulla. Ma consente di avere un nuovo mercato di malati,fare pubblicazioni per la carriera,diventare degli opinion leader che l'industria farmaceutica paga molto bene (meglio se mascherati dietro un Associazione di fibromialgici così il pagamento è totalmente occulto).

    Definizione di Psicosomatica

    Il termine "psicosomatica" richiama all'unità mente-corpo. In una visione olistica del mondo e dell'essere umano non si distingue più il sintomo fisico dalle dinamiche interiori che lo hanno portato a manifestarsi e l'interpretazione simbolica della malattia diventa un appassionante viaggio alla scoperta di sé e alla comprensione del perché di una malattia o di un disturbo. Il disagio interiore, le fasi di crisi richiamano a una correzione del percorso che non è più adeguato per consentire alla persona la realizzazione di sé e quindi la felicità e la salute; è richiesto dunque un cambiamento, un rinnovamento che non sempre la persona è disposta a riconoscere e attuare. La capacità di nuovi adattamenti e mutamenti nella vita è fondamentale, irrigidirsi in vecchie posizioni e comportamenti quando non sono più adatti alla realtà che ci troviamo a vivere, conduce a problemi più gravi rispetto alle difficoltà che potremmo incontrare lasciandoci andare per aprirci al nuovo con tutte le sue possibilità di crescita e rinnovamento. Quando contrastiamo questo normale processo della vita, la vita stessa ci viene in aiuto mostrandoci, attraverso il sintomo, la malattia, l'errore da correggere. Dunque la capacità di trasferire il linguaggio simbolico del corpo in modelli che ne consentano una chiara comprensione è l'obiettivo della psicosomatica. ( Carloni Caterina) 
    Definizione di Disturbo somatoforme

    Nell'ambito di quella che si definisce comunemente medicina psicosomatica, i disturbi somatoformi sono caratterizzati da sintomi fisici indicativi di una condizione medica, che tuttavia non sono del tutto spiegati dalla condizione medica, dall'uso di sostanze o da un altro disturbo mentale. I sintomi riferiti sono sufficientemente gravi da determinare un significativo disagio o una compromissione del funzionamento sociale o lavorativo o di altro tipo del paziente. 
    Definizione di Ipocondria
    La caratteristica essenziale della ipocondria è la preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una grave malattia, basata sulla errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici.
    Perché si possa parlare di ipocondria, ovviamente, una valutazione medica completa deve avere escluso qualunque condizione medica generale che possa spiegare pienamente i suoi segni o sintomi fisici (per quanto possa talora essere presente una condizione medica generale concomitante).
    L'aspetto principale dell'ipocondria è che la paura o la convinzione ingiustificate di avere una malattia persistono nonostante le rassicurazioni mediche.
    I sintomi della ipocondria sono riconducibili a preoccupazioni nei confronti di: funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la traspirazione o la peristalsi); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. una piccola ferita o un occasionale raffreddore); oppure sensazioni fisiche vaghe o ambigue (per es. "cuore affaticato", "vene doloranti").
    La persona attribuisce questi sintomi o segni alla malattia sospettata ed è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente. 
    In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere una malattia cardiaca). Visite mediche ripetute, esami diagnostici e rassicurazioni da parte dei medici servono poco ad alleviare la preoccupazione concernente la malattia o la sofferenza fisica. Per esempio, un soggetto preoccupato di avere una malattia cardiaca non si sentirà rassicurato dalla ripetuta negatività dei reperti delle visite mediche, dell'ECG, o persino della angiografia cardiaca. 
    I soggetti con l'ipocondria possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato, o a causa di osservazioni, sensazioni, o eventi che riguardano il loro corpo. 
    La preoccupazione riguardante le malattie temute spesso diviene per il soggetto un elemento centrale della immagine di sé, un argomento abituale di conversazione, e un modo di rispondere agli stress della vita. (da IPSICO)

    Noi proponiamo (ed i risultati confermano ampiamente l'ipotesi di lavoro) di trattare il fibromialgico su due piani contemporaneamente:

    a. riparare i danni organici e funzionali dovuti allo stress cronico interno usando i farmaci (precursori ormonali ed adattogeni)

    b. addestrare la persona in modo che non sia costretta a comunicare il suo disagio attraverso i sintomi. Allo scopo cerchiamo di stabilire un dialogo psicoterapeutico e neurofisiologico con strategie su misura.

    NB: lo sappiamo che la maggior parte di quelli che si dichiarano fibromialgici su internet NON sono tali. Sono malati, ma non fibromialgici. Cercano di dipingere la fibromialgia come incurabile quando non è assolutamente vero. Sono loro gli incurabili, ma in quanto affetti da mal di vivere. Ma questa è una vecchia storia, inutile tornarci sopra. Non c'è maggior sordo di chi non vuol sentire.